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Un' esperienza non è mai il suo dato di cronaca.
Un' esperienza prende vita prima ancora che cominci, prima ancora che noi stessi realizziamo quell' insieme di idee, suggestioni, volizioni, aspettative, obiettivi che la rendono poi possibile.
Non si vive un' esperienza, si è vissuti da un' esperienza. Un' esperienza è come l' invocazione alle Muse, una possessione, un insieme di vibrazioni da cui ci si sente scossi, manipolati, voluti, usati, fatti a pezzi, pezzi poi rimessi insieme in un ordine nuovo, totalmente inatteso, imprevisto e imprevedibile, un ordine di cui noi stessi che viviamo quell' esperienza, che subiamo quella possessione non siamo altro che strumenti utili. Una possessione come un massaggio di mani ignote che coinvolge corpo, mente e spirito.
Un' esperienza urge. Una volta entrata in noi, non abbiamo altra scelta: occorre vivere l'esperienza.
La mia esperienza in Nepal comincia nel marzo del 2024. Torno dal Marocco, un viaggio che mi ha solo divertito, quasi privo di spessore fatta eccezione per quelle rare volte in cui sono riuscito a ritagliarmi spazi isolati, lontano dal coro.