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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 9 - Proseguono le indagini
A casa del generale Dalla Cusa proseguono intanto le indagini.
G. DALLA CUSA: Allora colonnello Tafazzi, ragguagli sulle novità?
C. TAFAZZI: Siamo vicini alla soluzione finale, Generale.
G. DALLA CUSA: Un genocidio, Colonnello? Non la trovo un’idea brillante: rischiamo accuse di plagio.
C. TAFAZZI: Ci siamo quasi, Generale. I nostri investigatori hanno setacciato l’intera area della villa.
G. DALLA CUSA: Forza allora, mi metta al corrente dei prodigiosi risultati delle vostre altrettanto prodigiose facoltà deduttive. Mi dica dell'interrogatorio al cameriere.
C. TAFAZZI: L’interrogatorio è andato avanti con la somministrazione di domande volte allo scopo di lasciarsi tradire lui stesso.
G. DALLA CUSA: Tipo?
C. TAFAZZI: Gli abbiamo chiesto a chi appartenesse quel biglietto.
G. DALLA CUSA: Geniale, Colonnello. E cosa ha risposto?
C. TAFAZZI: Ha ribadito che quel biglietto proviene dall’alto.
G. DALLA CUSA: Hai capito.
C. TAFAZZI: Già. In compenso, il quadro sembra ora più chiaro. Uno scontro ai vertici delle istituzioni. Uno stato nello stato, Generale. Forma traviate di potere che convivono in simbiosi con la Legittimità. Si delinea uno scenario di lotta politica dai connotati terroristici i cui addentellati coinvolgono l’intera comunità civile della Penisola. C’è di che scriverne la storia, mio Generale.
G. DALLA CUSA: Sì, la storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi bella ciao che cantiamo, Colonnello, come no.
C. TAFAZZI: Non demorda, Generale. Le indagini sono andate avanti comunque. Sono saltati fuori altri indizi.
G. DALLA CUSA: Benone, Colonnello. Pendo dalle labbra. Mi delucidi.
C. TAFAZZI: Abbiamo messo sotto controllo l’intera rete telefonica della villa.
G. DALLA CUSA: Efficace.
C. TAFAZZI: E questo è niente, Generale.
G. DALLA CUSA: Mi stupisca, colonnello Tafazzi.
C. TAFAZZI: Abbiamo inoltre chiesto e ottenuto ai vari gestori telefonici i tabulati delle conversazioni telefoniche ricevute e inviate negli ultimi sei mesi da tutti i cellulari che appartengono a tutti i membri che lavorano qui in villa, residenti compresi. Abbiamo filtrato tutte le conversazioni telefoniche e con apparecchiature sofisticatissime abbiamo composto il numero. Ci risponde una voce femminile. Durante la conversazione si accavallano altre voci, suoni indistinti, rantoli; l’impressione è che qualcun altro si sia intromesso nella conversazione, ma ciò è matematicamente impossibile data la tecnologia d’avanguardia delle nostre apparecchiature; sembra piuttosto che non parli solo con noi, l’impressione è di una conversazione a tre. Ci spiega poi la voce che è una squillo e che sta lavorando. Il suo interlocutore nonché nostro infiltrato prende dunque un appuntamento con la suddetta. Alla sera, durante il colloquio.
G. DALLA CUSA: Il colloquio, Colonnello? Con la squillo?
C. TAFAZZI: Già, Generale, o così almeno ci ha riferito il nostro agente palese. Durante il colloquio, dicevo, la squillo canta.
G. DALLA CUSA: Caspita, una disinvolta professionista. Cosa cantava, un’aria della Traviata?
C. TAFAZZI: Non in quel senso, Generale. La squillo canta, e ci fornisce un altro cruciale indizio. Una data di nascita e un nome, anzi una ngiuria, a voler essere precisi.
G. DALLA CUSA: Illuminante, Colonnello, ma la prego, prosegua pure.
C. TAFAZZI: Con l’aiuto del nostro addetto al monitoraggio demoscopico della popolazione abbiamo filtrato dall’elenco dei residenti tutti coloro i quali sono nati in tale data. Un numero di circa centotrentaduemila unità demoscopiche. Si, persone insomma.
G. DALLA CUSA: E cosa ne è venuto fuori, Colonnello?
C. TAFAZZI: Una data, per l’appunto: 15 Gennaio 1974.
G. DALLA CUSA: Mmh, 15 Gennaio 1974. Non mi torna nuova.
C. TAFAZZI: Le ricorda qualcosa, Generale?
G. DALLA CUSA: Si, ma non riesco a mettere a fuoco. Mi… mi frulla nella mente ma…
C. TAFAZZI: Forse quella data ha che fare con una delle sue precedenti indagini…
G. DALLA CUSA: Mah!… non saprei. Mi gira e rigira…
C. TAFAZZI: Signor Generale, si sforzi! Può essere un indizio importante. Magari un ponte di collegamento cruciale per le indagini.
G. DALLA CUSA: Già… mi faccia riflettere… 15 Gennaio 1974…
C. TAFAZZI: Un avvenimento, forse, un evento di portata nazionale, una celebrazione, un anniversario. un golpe! Si, un golpe, Generale.
G. DALLA CUSA: Golpe, Colonnello?
C. TAFAZZI: Ma sì! Gli inizi degli ani ’70 furono costellati di golpe più o meno riusciti: il golpe in Cile, per esempio, o anche qui in Italia, quello tentato da Edgardo Sogno in combutta con Gladio.
G. DALLA CUSA: Dio, ci sono! Una data di nascita. No, non è possibile… oh mio dio… dell’acqua… Colonnello mi faccia… mi faccia avere dell’acqua,
C. TAFAZZI: Cosa, mio Generale, dice davvero? Sapevo che prima o poi spuntava, lo sapevo! SI!
G. DALLA CUSA: Faccia presto… acqua e zucchero… oh, mio dio, il petto…
C. TAFAZZI: Sì mio Generale. Lattanzio! Lattanzio, portami subito dell’acqua con zucchero! Generale, lo sapevo che prima o poi saremmo arrivati al golpe.
G. DALLA CUSA: Ma quale golpe, Colonnello! Mi dia quel numero di telefono, piuttosto!
C. TAFAZZI: Subito, Generale, l’ho nella tasca della giacca… un momento… eccolo!
G. DALLA CUSA: Dia qui! E il nome che era?
C. TAFAZZI: La squillo ha detto Martino.
G. DALLA CUSA: Mart… oh mio dio!
C. TAFAZZI: Ci siamo, eh Generale! Cose grandi! Un golpe, vero?
G. DALLA CUSA: Ho caldo… ho caldo… aria, ho bisogno di aria… mi soffi, Colonnello.
C. TAFAZZI: Sì, mio Generale, la soffio, la soffio…
G. DALLA CUSA: Qua, un più a destra… ancora così, giusto… un po’ più sotto… ecco sì, così! Mi soffi, Colonnello, mi soffi!
C. TAFAZZI: Allora, Generale? Fffh… fffh…Si tratta fffh… di golpe, vero! Evvai!! Fffh…
G. DALLA CUSA: Colonnello la pianti! Che golpe e golpe… lei mi dà l'impressione di volerlo a tutti i costi, questo golpe, anche se non c'è. Questo numero di telefono… il nome… l’ordine che proveniva dall’alto… io so chi è! È altissimo: 1,90! Dica… dica all’autista di tenersi pronto con la macchina. Chiami anche il maresciallo e gli dica che lo abbiamo trovato.