Pagina 8 di 12
Seleziona la tua lingua
Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 7 - Altre contromisure
Scattano dunque le contromisure.
Il colonnello Tafazzi sguinzaglia per l’intera città i suoi scagnozzi. In ogni angolo di Palermo i gruppi speciali armati monitorano ogni minimo segno di delinquenza. I vari reparti delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, lavorano di comune concerto improvvisando spettacoli bandistici e sfilando per le vie storiche dei quattro mandamenti.
Nel frattempo agli agenti palesi viene assegnato il compito delicato di scovare con la massima indiscrezione i covi dei potenziali cospiratori. Palermo si riempie di colpo di uomini in pantaloni scuri, cravatta scura, camicia bianca: sembra un’invasione di mormoni il giorno prima la fine del mondo. Ma le forze dell'ordine non detengono però una mappa che con sufficiente approssimazione indichi la presenza dei delinquenti in determinate zone. Sanno solamente che quelli del NAA scelgono i luoghi più informali per riunirsi e discutere. Per cui si procede a casaccio affidando alla probabilità statistica la ricerca. A tal fine si procede con metodi dall’infallibile efficacia scientifica: l’agente si piazza davanti la tastiera dei citofoni e suona a tutti i condomini allo scopo di seminare scompiglio logistico tra i cospiratori facendo leva sul fattore sorpresa.
Tutti i supermercati della zona vengono presidiati da guardie armate; chiunque venga còlto con una forma di pane in mano viene di colpo perquisito con rocambolesche capriole e sequestrato il potenziale corpo del reato.
Si diffonde un certo e comprensibile allarmismo tra gli esercenti del settore. Di colpo nessuno va più a comperare il pane. Anche i consumi di pasta subiscono un vertiginoso collasso, e molti pastifici e panifici vengono costretti dalle circostanze al fallimento.