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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 10 - Explicit

EXPLICIT
C. TAFAZZI: Ma dove stiamo andando, Generale?
G. DALLA CUSA: Taccia, Colonnello, taccia! Liborio, gira a destra, al primo cancello accosta.
C. TAFAZZI: Generale, ma questa… questa è casa di suo genero!
G. DALLA CUSA: Già.
C. TAFAZZI: Generale, non mi dica…
       G. DALLA CUSA: Scendiamo, Colonnello.
 (Suona al citofono, risponde MARTINO, il genero del Generale)
MARTINO: Sì, chi è?
G. DALLA CUSA: Martino. Scendi, dobbiamo parlare.
(nel frattempo che Martino scende per discutere col Generale, il C. TAFAZZI si tira in disparte come un granchio verso una cabina telefonica, e fa una telefonata, voltandosi di quando in quando con circospezione, e coprendo la voce con una mano): Vi avvicinerete, e lo colpirete.
...
G. DALLA CUSA (a Martino): Come hai potuto? Che ti è venuto in mente? Perché tutto 'sto casino, me lo dici, ah? Me lo dici? E il Nucleo Armato Antimistificazione, e le pappardelle, e la sommossa dei panificatori, e i covi sparsi per ogni dove in città… Tu, un attentatore, un verme di terrorista! In casa mia!!! Dio, sono rovinato!!!
MARTINO: Ma di che cacchio stai parlando? Terrorista io?!
G. DALLA CUSA: Tu neghi!
MARTINO: Nego, sì, nego! Io non ho la più pallida idea di che è 'sto Nucleo atomico della dentifricazione, dei covi in città…
G. DALLA CUSA: Ma come? Non sei tu un terrorista? Un sovversore dell’ordine pubblico costituito, un nemico pubblico numero uno…?
MARTINO: Ma se non so manco accendere un fiammifero!
G. DALLA CUSA: Ma allora le pappardelle, i maccheroni, la panificazione eziologica fuori stagione, tutto quel casino…?
MARTINO: Le pappardelle? Sì, lo ammetto! quelle le ho fatte rubare io. Ne avevo pieni i cosiddetti di te e tua figlia! Tu, tu sei il terrorista semmai, che mi hai perfino pagato per fidanzarmi con quella ciofeca di tua figlia, brutta come la fame, puzzolente come un gatto morto, e io che ho accettato per disperazione! Sì, per disperazione, giusto per avere un po’ di soldi in tasca.
G. DALLA CUSA (FURIBONDO): Lurido fetente disgraziato farabutto magiapane a tradimento! E LEI COLONNELLO. LEI E LA SUA SMANIA DI CERCARE a tutti i costi UN ATTENTATO!
(Al Generale viene un colpo. Si accascia per terra)
Si avvicina nel contempo una moto con sopra due individui irriconoscibili, col capo coperto dal casco. Quello seduto dietro brandisce una mitraglietta, che, una volta che la moto è ferma e prossima al gruppo di persone, punta dritto sul corpo del Generale.
INDIVIDUO CON MITRAGLIETTA: Ma è già morto!
C.TAFAZZI: Non fa niente, scaricagli lo stesso due colpi. Deve essere chiaro a tutti di che morte muore, questo cretino ricercatore di verità, e non per un infarto del cazzo! (poi, assorto, rivolto al cadavere del Generale, ma tra sé, anche): il potere della verità, Generale, lo hai detto tu stesso: vero, falso: che differenza fa? Io ho cercato qualcosa che non c'era, tu invece qualcosa che c'è, e ora che sei morto, sei più reale di me. prima che ti uccidessi io, non ti sei accorto che ti ha ucciso la perdita delle istituzioni, della tua divisa. ti ha ucciso la diffidenza della gente, che trova scomoda la verità. per questo il tuo telefono non squillava. Non ti sei mai accorto che, sebbene paradossale, la mia falsa verità è più vera della tua. La mia falsa verità è più vera perchè io non sono da solo, mentre tu eri e, ormai per sempre, sei solo.