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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 3 - Contromisure

Scattano frattanto le contromisure.
Una task force di trecento uomini imbottiti e armati sino ai denti presidia la villa del Generale. Ci sono uomini disseminati lungo il perimetro della villa, uomini disseminati lungo il sistema fognario, uomini disseminati dietro le tende delle docce, uomini disseminati sugli alberi del giardino, uomini dentro le lavastoviglie. Esplode una bomba: ci sono uomini disseminati.
G. DALLA CUSA: Colonnello Tafazzi, ha idea di chi possano essere? Chi li manovra, chi è il mandante, se l’ordine parte da qui o dalla capitale, di chi sono figli, a chi appartengono?
C. TAFAZZI: Ebbene generale, già da qualche tempo sulla sua scrivania giace un fascicolo alquanto scottante.
G. DALLA CUSA: Sulla mia scrivania? di che fascicolo sta parlando, Colonnello?
C. TAFAZZI: Generale, lei scorda l’episodio dell’estintore.
G. DALLA CUSA: Episodio dell’estintore, Colonnello?
C. TAFAZZI: Già, la volta che le portai quel dossier e tutto andò a fuoco.
G. DALLA CUSA: Ah! Così era quello il dossier scottante!
C. TAFAZZI: Ebbene, Generale, si paventa uno scenario di attentati! Quel dossier conteneva una relazione, il compendio di un lavoro frutto di due anni di pattugliamenti, appostamenti, sparpagliamento di cimici fittizie e fertilizzanti naturali e sorveglianze di varia natura a cura di una sezione distaccata dei Servizi Segreti. I pedinamenti poi, una vera chicca! Sono stati effettuati da una task force creata ad hoc da uomini provenienti dai due rami dei Servizi, quello militare e quello civile, l’USAP, Unità Speciale Agenti Palesi, che io ho l’onore di dirigere.
G. DALLA CUSA: Agenti palesi, Colonnello?
C.TAFAZZI: Sì, Generale! Quello che abbiamo fatto ha del sorprendente. Un vero gioiello, un concertato di esperienze disparate provenienti dal marketing, dal business management e del Manuale del piccolo stratega. Abbiamo sovvertito le regole dell’anonimato per destabilizzare l’orizzonte di attese dei nostri competitors, si tratta di agenti che agiscono alla luce del sole. Tutti sanno chi sono e per chi lavorano. Portano un badge attaccato al taschino della giacca in cui compaiono i due nomi, quello dell’identità anagrafica e quell’altro in qualità di agente palese. Ora, pensi anche solo per un attimo, rifletta un po', Generale alla sorpresa del criminale quando si trova davanti un agente palese, si metta nei panni di un criminale, penserà: non può essere così deficiente da rendere noto a tutti che è un agente segreto, ergo non è un agente segreto.