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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 4 - Pro
G. DALLA CUSA: Ma a che pro tutto ciò?
C.TAFAZZI: Ma Generale, sta proprio qui il trucco! Il fatto è che i nostri agenti sono effettivamente dei def…ehm, cioè, sono effettivamente degli agenti segreti. La gente non sa che i nostri sono agenti segreti sono in realtà palesi. Essi, i nostri agenti, si nascondono dietro la propria identità di personaggi autentici. Sarà un successo globale, vedrà Generale. Le accademie di addestramento dei servizi segreti delle nazioni dell’intero globo acquisteranno i diritti del nostro metodo. Il manuale sarà un bestseller mondiale, venderemo il modello a tutti gli istituti di sorveglianza del pianeta. Il titolo, poi: Indovina chi? un vero gioiello d’indeterminatezza onomastica, di astratta metafisica dell’identità costituita, un'autentica pietra miliare di letteratura sociopsicologica del ramo strategia e successo personale. Pensi alla speculazione che ne deriverebbe: un abitante del pianeta su tre saprà già di avere di fronte un falso autentico, a quel punto scattano i gadgets di riconoscimento. Immagini, titoli tipo: mille trucchi per riconoscere il tuo interlocutore. Pensi, ogni volta che un marito troverà la moglie in flagranza di adulterio potrà pensare: no, non può essere vero, ciò che vedo è talmente vero che è un falso. E tornerà tranquillo in giardino a potare le siepi. E la moglie poi! Non dovrà più giustificarsi e cercare subdole scuse. Sarà uno sgravio psicologico, vedrà Generale. Un vero toccasana per la coppia. Renderemo un servizio all’umanità. Cose ne pensa Generale?
G. DALLA CUSA: Utilizzare la verità per nascondersi, Colonnello?
C.TAFAZZI: Sì, Generale, in un certo senso. Il potere della verità. oggi nessuno più crede alla verità. è questa la forza dei nostri agenti, il loro potere di persuasione.
G. DALLA CUSA: La verità, la verità cui nessuno crede più. è questa l'autentico segno dei nostri tempi, di questi nostri tempi. Non c'è espediente migliore per muoversi nell'ombra che la verità. Non c'è più nulla in cui credere, le istituzioni hanno perso di credibilità, gli uomini, che in fin dei conti sono le istituzioni, istituzionalizzano la menzogna come curriculum. La mia divisa, la nostra divisa, Colonnello, non conta più, se non come simulacro aberrato di una cosa che non esiste. come un albero talmente coperto di parassiti che un bruscolo di corteggia è un miraggio, un'aberrazione. come il bimbo cui si chiede: - Hai mai visto un pollo? - E quello ti risponde che sì, al supermercato, nel bancone della carne. Come ne 'La lettera rubata' di Poe, tutto è sempre stato sotto i nostri occhi, troppo disabituati al vero per poterlo scorgere. Siamo talmente assuefatti alla rappresentazione della menzogna che persino la verità ci appare un falso. Io sono qui a Palermo da cento giorni, e questo telefono non squilla mai. A volte penso che in questo palazzo ci sia soltanto io. Ma veniamo a noi, Colonnello. Non ha ancora risposto alla mia domanda, ovvero chi sono e cosa vogliono i lor signori neo brigatisti.