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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 8 - Città in subbuglio
La città è in subbuglio. Scoppiano disordini a macchia d‘olio. I reparti speciali dei Carabinieri reagiscono tirando a lustro interi quartieri con chilometri quadri di salviette di carta.
Per strada la gente se la prende a sassate con i mormoni. I mormoni, basiti, interpretano la cosa come il preludio a una guerra santa, e rispondono pertanto all’offensiva a furia di anatemi e acqua benedetta. Poi si accorgono degli energumeni che vanno in giro a fermare la gente proprio come loro e vestiti come loro. Cristo, questi qui ci fanno concorrenza, concludono ispirati da Mister Mormon, e si scagliano contro gli agenti palesi con tutto il loro odio e con gli zaini unti.
Incalza in tal maniera una crisi d’identità che investe ben presto tutte le categorie sociali della popolazione cittadina. La gente in preda alla confusione non sa più chi è chi, nessuno si fida più di chi gli sta vicino. Per andare sul sicuro chiunque prende a sberle chiunque. È la sommossa. Per le strade un abitante su due prende a inveire sul suo concittadino, una fiumana di gente impazzita si riversa a frotte in preda la raptus. A Pamplona, dei dilettanti.
Il sangue scorre a pinte. Al Prefetto non resta che dichiarare lo stato di calamità.