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Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte - 5 - Attività sovversive

C. TAFAZZI: Vede Generale, è già  qualche tempo che assistiamo a un risveglio delle ostilità malavitose. C’è tutto un sotterraneo di attività sovversiva, un fermento epidermico i cui connotati sono in via di definizione. Sappiamo con certezza che tra le organizzazioni malavitose vige un malcontento organizzativo. In altre parole, è in atto una riforma dell’organigramma gerarchico del potere. Alle organizzazioni non basta più sovvertire l’ordine con manifestazioni eclatanti o ammazzare quell’alleato scomodo o tappare per sempre la bocca a un potenziale delatore. È in corso, come dire, un rimpasto di governo. Forse le forme storiche con le quali hanno attentato alla serenità del Paese le espongono a un'inflazione di visibilità, sicché si riorganizzano, mutano nome. Pure i loro membri sono i medesimi, alla stregua dei partiti politici che alla fine tra chi è sparito nell’ombra e tra chi ha cambiato bandiera sempre la solita solfa sono. La relazione di cui prima traccia una nuova mappa del contropotere. E veniamo dunque al nostro NAA, il Nucleo Armato Antimistificazione. Chi sono? Da dove vengono, questi signori del NAA? Eh, Generale?
G. DALLA CUSA: È un’ora che gliel’ho chiesto, Colonnello Tafazzi.
C. TAFAZZI: Già, è vero Generale, ma vede, qui la faccenda si complica. Le notizie si fanno frammentarie, vaghe. Tutto ciò di cui disponiamo sono labili tracce. Ciò che sappiamo con certezza è che ovunque ci sia il loro zampino troviamo tracce di farina.
G. DALLA CUSA: Farina, Colonnello? Cos’è, al posto delle bombe usano pizze alla pappina citrosodata del peperoncino rosso di Cajenna?
C. TAFAZZI: Non proprio, Generale.
G. DALLA CUSA: E allora si spieghi meglio, Colonnello.