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Introduzione

 

Cosa si può provare venendo alle prese con uno scritto intitolato "Io, Lucifero?". La risposta dipende dalla propria storia personale.
In Italia, di Lucifero si è sentito parlare al Catechismo, in età  infantile, acritica, in cui certe informazioni vengono interiorizzate in modo quasi indelebile, e non se ne è sentito parlare in modo positivo.
Un Angelo bello e potente che si ribella al suo Creatore.
Se poi ci si chiama, come è il mio caso, Michele, le cose si complicano: Michele è l'Angelo fedele, che vince lo scontro con Lucifero.
Poi il Creatore fa diventare brutto il già  bello Lucifero, e assieme a lui fa diventare brutti tutti quelli che l'avevano seguito nella ribellione.
Brutti e cattivi. Gente con cui è meglio non avere a che fare.

 

Riflettendoci un poco, si presentano alcune considerazioni: Lucifero ed i suoi dovevano essere un po' scemi. Dove volevano arrivare? Non sapevano di essere limitati, in quanto creature, e di non poter vincere contro un Essere Onnipotente e Creatore? E poi, se avessero vinto, cosa avrebbero fatto del loro Creatore e degli Angeli a Lui fedeli? Li avrebbero mandati in esilio? E dove? (E se erano un po' scemi si comincia ad avere per loro un po' di compassione).

Ma se invece non erano scemi, allora la Divinità  creatrice non doveva avere le caratteristiche di onnipotenza che il Catechismo le attribuisce: anche perchè ha vinto grazie a Michele ed ai suoi. La Divinità  presentata in questo racconto catechistico sembra piuttosto un Re, con tanti nobili attorno a sè: una parte dei nobili ritiene ad un certo punto che il Re è diventato vecchietto e lo vuole sostituire, un'altra parte ritiene che non sia il caso. Avviene una bella lotta, cui il Re assiste in un modo che sembra imparziale, Lucifero perde e Michele vince.
Questo, pi๠o meno, il racconto catechistico.

Poi, visto che stiamo parlando di credenze giudeo-cristiane, può venire la voglia di andare a controllare nel testo di riferimento (cioè la Bibbia), e si scopre che di tutti questi avvenimenti, che avrebbero preceduto la creazione dell'Uomo, nella Genesi non c'è traccia assoluta. Pare che Adamo, Noè, Abramo (e poi anche Mosè) di Lucifero non sapessero assolutamente nulla. Una allusione si trova in Isaia, e Michele è presentato da Daniele (come angelo principe protettore di Israele). Troppo poco, direbbe qualcuno.
Inoltre, adesso non siamo più nella monarchia assoluta, siamo in democrazia e riconosciamo a tutti il diritto di difendere le proprie ragioni.
Lucifero si presenta e vuole raccontarci la sua storia, o versione dei fatti: ascoltiamolo.

Michele Ernandes

 

Scholar
Evolutionary Religious Studies
Binghamton University
State University of New York (SUNY)
USA
http://evolution.binghamton.edu/religion/directory/scholars/