Oggi splendida giornata. Il sole chiama. E prima che le sue carezze diventino schiaffi, ne approfitto per una passeggiata in bici. Faccio tutta la costa della città.
Attraverso le borgate marinare storiche: Acquasanta, Arenella, Vergine Maria. La vita nelle borgate è uguale a quella nei paesi: ci si conosce tutti, strade piccole, bambini per strada, ci si saluta tutti. La gente è particolarmente euforica. Comprensibile. Le gelaterie sono prese d'assalto, nei bar ci si attarda nei tavolini all'aperto. Prima di giungere a Mondello, faccio una sosta. Mi godo i colori e la temperatura. Non lontano da me c'è una panchina, e su quella panchina ci sono tre ragazzi, due ragazzi e una ragazza. Sono abbracciati. e parlano. Parlano a voce bassa. Con discrezione. Sono talmente amalgamati tra loro che di me non si sono neanche accorti. Stanno così, abbracciati, e parlano. Bevo un sorso d'acqua, rimonto in bici. Al ritorno, dopo circa quattro ore, quei ragazzi sono ancora lì, ancora abbracciati, ancora indifferenti al resto del mondo. Dai loro visi pare del tutto assente ogni segno di malizia. Probabilmente non v'è alcuna implicazione e stanno benissimo così. Qualcosa mi dice che staranno così anche per il resto della sera, forse della notte. Forse vedranno l'alba.
In cuor mio, gliel'ho augurato.
[29 marzo 2018]