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Tra individui qualunque

È sera. È feriale, il regime della movida è basso. Niente rumori, solo suoni. Cammino per la mia via, poi una voce:


- Ehi amico, ti va di dare un'occhiata? -
Una sedia, un velo steso per terra con mercanzia varia e colorata, un uomo di colore forse della mia età.
- Ok, - dico, - vediamo, ma 'sta roba la conosco, ne ho già presa un po' dai tuoi colleghi. -
- Vuoi contribuire? È stata una giornata pesante, - dice.
- Anche per me. - dico io, - Ho qualche spicciolo in tasca. Dammi l'elefantino e la tartaruga. Li avevo ma li ho rotti. -
Li prende, me li porge.
- Grazie, fratello, - dice, - anche solo per esserti fermato. -
- Potrei essere io al tuo posto e tu al mio. Se non è così è solo un caso. -
- Sei gentile. Io sto bene così. Va bene, - e sorride.
Una conversazione tra individui qualunque e garbati, ciascuno con le proprie storie, le proprie camurrie. Nessuno dei due ha fatto concessioni all'altro, eccetto il piacere di due chiacchiere.
Riprendo i miei passi. In giro poca gente, poche macchine. Finalmente è rinfrescato.

[16 maggio 2017]