- Sono nato qua. Sono stato sempre qua. -
Sono in giro per commissioni, incoraggiato dal sole faccio un giro più largo, finisco nel covo dei Beati Paoli, area s.Onofrio 'u pilusu.
A parlare è un uomo anziano, già parrucchiere. E quella nelle foto è la sua bottega.
- Sono qua dal 1968. Prima c'era mio padre, e ora ci sono io, a tempo perso, le turiste passano, e ci faccio i capelli. -
Mi fa vedere delle foto con le mani nei capelli di donne belle e allegre, in quella stessa bottega piena di oggetti, che di primo acchito m'era sembrato un tempietto votivo.
- Ha fatto sempre questo mestiere? - gli faccio.
- Lascia stare il 'lei', qua ci sono solo 'tu'. Il 'lei' è cosa da vecchi. Si, sono in pensione da vent'anni, e ora mi passo il tempo. -
- Giusto per non stare davanti il televisore, - faccio io.
Mi guarda, si avvicina un poco e mi fa:
- Senti, ora ti dico come funziona. Quando lavori ti alzi alle sei, alle quattro finisci, ceni, divano, televisione e hai finito. Quando sei in pensione, ti svegli alle dieci – e già sono quattro ore di sonno in più, - ti fai a passiatedda, mangi, televisione, mangi di nuovo, televisione, e hai finito. Il corpo si deve muovere, il sangue lo devi fare girare, asinnnò ti va a finisci come 'u ferro 'nt'all'acqua: marcisci.
Lo guardo.
- Sei simpatico, - gli dico, - sei in stato di grazia, beato. -
- Ci ho ottantun'anni, - e sorride.
- Piacere, Gabriele, - gli dico.
- Piacere, Paolo, - mi fa. Mi saluta e chiude la bottega.
Eh sì, ho beccato l'ultimo beato Paolo.
[12 gennaio 2017]