Hai gli occhi stanchi, hai bisogno di posare lontano lo sguardo, e dove vai? Davanti al mare, naturalmente.
L’aria è particolarmente tersa, c’è poca umidità, le piogge hanno fatto il loro lavoro, il prato è tosato di fresco. Ti siedi e spingi lo sguardo all’orizzonte.
Non sei da solo. Accanto c’è una tizia che canta ‘possa quella pagina tornare bianca per scriverci che ti amo’. Non conosci quella canzone.
Due uomini abbracciati parlano a bassa voce ma il vento talvolta porta le loro parole. Uno di loro dice che scrivere messaggi sulla superficie dei pietroni che frangono i flutti ha un che di liberatorio.
La tizia canta ‘possa quella pagina tornare bianca per scriverci che ti amo’.
C’è un tizio che con una moto va sugli scogli, fa finta di nulla, in realtà si esibisce.
C’è un altro che ricorda all’amico quando su quei pietroni ci veniva quando aveva quindici anni, ci veniva con la tipa, e facevano quelle cose che non si scordano più, perché oh, a quindici anni non è come a quaranta.
La tizia canta ‘possa quella pagina tornare bianca per scriverci che ti amo’.
Ci sono cani che rincorrono gatti o che rincorrono altri cani.
Ci sono turisti che mangiano pane e panelle, e il vento scompiglia i capelli lunghi di lei che di quando in quando se li scosta dalla bocca. Ad attaccarli forse l'annoia.
La tizia canta ‘possa quella pagina tornare bianca per scriverci che ti amo’. Finché poi le giunge una telefonata, dà un appuntamento, si alza e se ne va, sempre cantando.
Nel frattempo, ad ovest il cielo si tinge di rosso ancora per un po’.
[28 agosto 2018]