|
Sta per tramontare, il mare si tinge di rosso, insieme al vento soffia quel senso di malinconia tipico dei tramonti estivi. La gente fa fagotto, raccoglie borse, stuoie, ombrelloni, scarpe.
C'è un uomo che chiama il figlio ancora in acqua: 'Toninoooo! Toninooo!' il quale gli fa capire chiaramente che non intende mollare.
Un gruppo di ragazzini, forse una decina, 13-14 anni, si piazza proprio davanti a me. Confabulano, si scommettono, ridacchiano. Pochi col cellulare. Tra questi, una ragazzina, che per lo più indifferente al gruppo sta con la testa china sullo schermo. Viene uno alle spalle e le tira la coda dei capelli, lei si gira e fa finta di dargli uno schiaffo. Ridono. Il tipo che ha tirato la coda si stende accanto un altro. Parlano: - Io l'amo, ma come faccio? - - Diglielo, - fa l'altro. - Si, e quella si mette a ridere. Ride sempre. - - Prova. - - La voglio toccare. Sto morendo. Me la sogno la notte. - - Minchia, sei proprio cotto. - - Si. - - Allora su, coraggio, fatti avanti. - - No, non sono ancora pronto. Ci sarà il momento giusto. - - E se viene un altro? - - Pazienza. Vuol dire che non era cosa. - Si alzano, corrono, si tuffano, spruzzando acqua agli amici e alla ragazzina che sta in riva al mare ancora vestita col cellulare in mano. |
[25 luglio 2018]