La lotta di classe non è sparita. A Palermo, per esempio.
Via Maqueda, nome che ricorda il dominio spagnolo in città, fino a qualche tempo fa era poco più che un letamaio, adesso è un salotto. È cambiato anche il modo di chiamarla.
Gli schieramenti:
- chi dice MACHEDA, progressisti integrati, al passo coi tempi, linguisti della domenica, preferibilmente radical, e non sempre chic, da arancina con la forchetta;
- chi dice invece MACCQUEDA, due C e un Q, apocalittici rigoristi reazionari, inguaribili nostalgici, da sucata 'ri babbaluci.
Costoro spesso vengono alle armi in una furia esasperata di correzioni reciproche.
In mezzo, apolidi che agitano il pugno, non il pugno che si agita sulla testa nei cortei e negli scioperi, piuttosto quello del benemerito, che si agita dall'alto verso il basso.
[14 maggio 2015]