È sera e fa freddo. In città domina un’atmosfera da coprifuoco: tira forte il vento, le strade sono deserte, gli alberi nelle ville stormiscono come deliri di anime in pena; sui marciapiedi rotolano bicchieri di plastica trascinati dalle raffiche.
Sul Cassaro le luci di qualche ristorante e di qualche negozio di generi vari bangla. Di solito, i bangla fanno tardi.
Un uomo è sulla soglia di uno di quei negozi.
- Fino a che ora fai? - domando.
- Le undici. -
- Non c’è nessuno. -
- Magari dopo viene. Tanto ormai. Bisogna lavorare. -
- Se vale la pena, tanto meglio, - faccio io.
- Poco o tanto bisogna lavorare, e tutti i soldi vanno in famiglia, al mio Paese. -
- Come ti chiami? Io Gabriele. -
- Io Chandraj. -
Fa freddo, tira vento e Chandraj non si scompone.
[17 gennaio 2018]