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Una splendida giornata di sole. L'aria frizzante, Tepore primaverile. La gente si accalca all'ingresso della basilica di San Francesco. La fila s'ingrossa. C'è chi desiste.
La basilica di San Francesco d’Assisi, scrigno d’arte, una delle chiese più belle e antiche di Palermo, apre per la prima volta al pubblico il coro e la cripta.


Il coro è composto di tanti scranni lignei, ciascuno di essi rappresenta una delle antiche e potenti famiglie palermitane che hanno contribuito alla costruzione del tempio, tra cui i Ventimiglia e i Bologna. Vi è anche uno scranno dedicato a san Francesco, costantemente lasciato vuoto. Al centro del coro vi è un leggìo girevole che ospita il ‘graduale’, un codice di notevoli dimensioni dalle pagine in pelle di pecora che contiene gli spartiti dei canti.
Iniziative come queste sono occasione per cogliere la bellezza di luoghi e monumenti altrimenti chiusi al pubblico, ma, come sempre accade in occasioni come questa, la vera bellezza è l’entusiasmo di chi a vario titolo lavora all’iniziativa, entusiasmo contagioso.