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È fedele come un cane ma non rompe col giro di pipì e cacca alla sera.

Come un gatto, si acciambella dove vuole, e quando vuole spicca il volo come un’aquila.
Come una jena sa essere estremamente scorbutico, ma a differenza di una jena, la sua risata è schietta e sincera.
Come quello di una vipera, il suo morso può essere letale.
I suoi baci dolci come quelli di un lemure.
Talvolta fa l’orso e sprofonda in lunghi silenzi, talaltra, se gli prende bene, fa più casino di una bertuccia.
È tutti questi animali e nessuno, perché è un’idea, ma proprio per questo più invasivo. Come la polvere, può annidarsi ovunque.
Troneggia sulle copertine dei miei libri, un po’ guardia, un po’ mastro di chiavi, un po’ terzo occhio.
In vena di confidenze, mi ha detto che mi darà molto da fare.

Ah, dimenticavo: è un po’ stronzo ma in fondo è buono.
Lui è Baggy, già Draghetto, adesso semplicemente il Drago, il mio complice.