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Guarda che luna!

Si sa, ciò che leggiamo si presta a svariate interpretazioni.

C'è chi afferma che ogni parola abbia almeno nove significati diversi.

Questo, se prendiamo in considerazione una singola parola fuori da un contesto. Ma nell'ordinario, le parole sono inserite in un contesto: una frase, un discorso.

E qui il conto di quanti significati entrino in gioco si perde in un tunnel infinito di livelli esponenziali.

In letteratura, a un livello più ampio si parla di registri, ovvero le possibilità espressive di un determinato discorso, che poi sono lo specifico della letteratura, quello che nessuna riduzione cinematografica (che appunto, riduzione sempre è) potrà mai esprimere.

Ce ne offrono uno splendido saggio Fruttero e Lucentini, abilissimi maestri, in questo estratto dal loro IL PALIO DELLE CONTRADE MORTE:

"Guardò la luna che sorgeva da dietro la collina, e ricominciò:

a) luna di genere romantico (e infatti Valeria, bianco vestita per la soirèe, si alzò e s'incamminò verso il giardino all'italiana del Guidobaldo);

b) luna di genere meteorologico (e infatti Ascanio e Elisabetta cominciarono a parlare del tempo che avrebbe fatto domani);

c) luna di genere rurale (e infatti Ranieri e Salimbeni attaccarono a discutere di raccolti e Europa Verde e eccedenze agricole americane);

d) luna di genere sinistro (e infatti a lui venne in mente il grido d'agonia della notte prima)."