E poi siccome te ne fotti di conoscere te stesso - una noia mortale - decidi di ignorarti perdendoti nelle trazzere della provincia, non si sa mai trovare qualche tesoro che possa arricchire le ricerche sui tuoi romanzi.
E altro che tesori, che trovi. Perché mai ti saresti aspettato di trovare un castello a forma di aquila, con tanto di testa e tanto di ali, e con la testa a forma di pentagono, ma non è mica dettata dal caso, la forma, no, perché da quel castello, quello di Giuliana, cioè, controlli cinque paesi, ne osservi ventidue, e fa da cuspide a tre province. Insomma, hai tutto l'esoterismo che vuoi. E poi, più in là, ti inoltri in un bosco fittissimo, dove al centro, to', trovi una madonna, ma non è una madonna, è una chiesa mastodontica, con absidi altissime e un chiostro il doppio di quello della GAM, a Palermo, distrutti, non sai, forse dalla guerra, forse dal terremoto del '68, che tu ti chiedi: ma che ci fa una chiesa del genere in un posto dimenticato da Dio? E forse è lì proprio perché dimenticata da Dio. È l'abbazia della 'Madonna del bosco'. 'Questa madonna ci avrà poca fantasia ma denota buon gusto', pensi: il posto è fantastico (in ogni senso): gli elfi e i folletti e le ninfe e sicuro qualche satiro ti osservano, puoi scommetterci. Ma anche qualche gatto sui tetti che scottano, mercé la calda giornata a prova di t-shirt a quota ottocento metri slm.