Ce l’hai nel cannarozzo da tempo, finalmente ti metti in macchina e vai per la Màrgana, ovvero un castello, l’unico avamposto del Cavalieri Teutonici in Sicilia, poi casetta estiva del principe di Ventimiglia.
Giunto a Vicari dalla SS 121, tagli sulla SP 31, fai qualche chilometro et voilà, c’è un bellissimo ponte ma è inagibile. Che fai? Attorno a te uno splendido paesaggio, per chilometri e chilometri non c’è nessuno. Ci sono pecore al pascolo, decidi di chiedere a loro, ti avvicini ma così fai incazzare i cani, dietro ai quali c’è il pecoraio, e magari decidi di chiedere a lui, il quale ti dice che hai due alternative: salire a Campofelice di Fitalia per poi scendere sull’altro versante ma la strada è pessima, oppure vai a Lercara, tagli sulla 188 per Prizzi, da lì riprendi la 31. Fai il giro insomma. Ringrazi il gentile pecoraio e rimonti in macchina. Fai mente locale: si tratta di girare attorno a Vicari, gli punti sopra il compasso, fai quattro conti: se il ponte fosse agibile, sarebbero si e no dodici chilometri, quasi la vedi, la Màrgana, se invece fai il giro da Lercara sono si e no ottanta. Bell’affare. Ma te ne freghi, la giornata è fresca, il tempo è clemente, e vuoi assolutamemte vederla, la Margana, il resto vaffanculo. Giri la chiave, fai retromarcia e via.
Ne vale la pena: la Màrgana è austera, turrita, solida, e antica: è lì da qualcosa come mille anni circa. Peccato che non puoi entrare, è dimora privata.
Il tuo viaggio è benedetto dai fichi d’India e dagli asini.
Al ritorno, una splendida ed enorme luna bianca fa capolino tra le pale eoliche, odalische della notte, che illumina il tuo cammino.