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Rivoluzione

Un uomo sugli ottanta. È uomo pratico, di fatiche fisiche, tante. Nella vita, poche occasioni di gioia. A nove anni perde il padre. Cancro al cervello.

È un uomo del suo tempo, cresciuto con la tv. La sua generazione è stata educata ad associare il concetto di intrattenimento domestico unicamente alla tv. Un tempo, quell’uomo leggeva. Eccetto IL BOSS È SOLO di Biagi, nessun altro libro letto. Leggeva solo giornali. Poi, la moglie si ammala. Smette di leggere. Il suo tempo libero è totalmente assorbito dalle cure alla moglie. Dura vent’anni. La moglie muore. L’uomo cade nello sconforto ma è deciso a tenere alta la testa e vivere al meglio delle proprie possibilità. Quell’uomo è totalmente autonomo. Bada alla casa. Cucina per sé, e cucina benissimo. Trascorre il tempo. Di quando in quando s’eclissa nell’angoscia ma tiene duro.
Quell’uomo ha un figlio che vede due, tre giorni a settimana. Il figlio si diletta a scrivere. Il figlio gli regala una copia dei suoi libri. Un giorno il figlio non trova suo padre seduto in salotto davanti la tv come di consueto; lo trova con un libro in mano, quello che il figlio gli ha dedicato. Legge quello, suo padre.
Finito quello, legge gli altri. Finiti quelli di suo figlio, gli chiede di passargliene di altri autori. Da quel momento, quell’uomo non guarda più tv se non il tg e si dedica alla lettura. Un uomo di quasi ottant’anni, figlio di contadini, operaio, proletario, un uomo cresciuto con l’imperativo categorico della tv e che non ha mai letto libri prima d’ora eccetto uno, trent’anni prima. È vorace. Legge, tra gli altri, Fruttero&Lucentini, James Ellroy, Oriana Fallaci. Ne finisce uno, ne comincia un altro.
- Mi scoccia fare sempre le stesse cose. Mi metto qui al balcone, mi piglio il fresco, mi passo il tempo. -
Quell’uomo ha messo in atto nella sua vita una vera e propria rivoluzione etica e culturale.
Quell’uomo è mio padre. Ed io sono immensamente orgoglioso di lui e immensamente felice per lui.