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Luglio

Luglio...

...col bene che ci voglio, potrei fare un figlio, ma non ci piglio, è un rischio maschio, ratto come un fischio, ma si sa, a luglio l'Ozio più che un vizio è uno sfizio, un volo dalle molte voglie, dalle larghe maglie, romantico e per nulla fittizio, che rapisce nel suo strazio, ma per un figlio val la pena attendere un estasi più propizia, che ratto un gatto fa i gattini ciechi; e all'ombra di un palmizio l'estate ci copre di blandizie, trascinandoci in un sogno, un sogno forse di stagno, nel senso di metallo, o di stagno, come in un acquarello, ma pensa che bello il tuo corpo sebbene poco snello, che magra e snella non ti fa affatto bella, e poi ti prego, a me 'sta cosa magra e snella mi deboscia la mortadella, senti il mio sbadiglio come un raglio, e se non ti è chiara la mia favella, spremi le meningi, col pensiero vai più lungi, pensiero profondo come il mondo, faceto come l'aceto in un insalata non si sa da chi condita, se con la vita o la cicuta, ma per quanto onesto questo lo ammetto è pensiero funesto, e cosa resta? resta la mia mano che incontra la tua mano, da un sogno mi ridesto come da un abbaglio, a un gancio al cielo io mi appiglio...

...e allora me ne infischio: raschio il muschio, tiro al bersaglio, se no finisce luglio, e...

...ho perso l'ultimo foglio!