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Elettroencefalogramma

 
Il treno imbocca la galleria. Ai lati della galleria spunta la linea bianca che fa su e giù, su e giù.
Dentro, tutti col cellulare in mano. La connessione va via.
Un ragazzo totalmente ricurvo sul display sbotta insofferente, rotea gli occhi e si accanisce sullo schermo magari va subito in roaming. Alle sue spalle, quatto quatto si avvicina un altro ragazzo, con un mezzo sorriso beffardo.
- BIGLIETTI! - gli urla all’orecchio, e quello ricurvo salta sul seggiolino. Dal fondo dello scompartimento scoppia un coro di risate sguaiate.
- Stronzi! - fa il ragazzo ricurvo.
Tra il cecchino e il ragazzo s’innesca una fitta conversazione complice.
- Cacchio, sul più bello! -
- Vedrai, add’a finì la galleria. -
- Sai che c’è? Fanculo i messaggi, la chiamo e le do un appuntamento. Prendere o lasciare. -
Il treno va. La galleria non è ancora al termine. La linea bianca va su e giù, su e giù.
- Senti, - fa il cecchino, - ma perché questa linea fa su e giù? -
- È il mio elettrocardiogramma, - dice il ragazzo di buoni propositi.
- Questa è deprimente, - fa il cecchino.
Cecchino e ragazzo di buoni propositi ridono, mentre il treno ritrova la luce.