Lotta, disperazione e morte in Sicilia

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Di Rocca Busambra e della sua bellezza ho scritto tante volte e pubblicato tanti scatti. Ma su quella montagna non ci sono solo storie di bellezza.
Nel 2009, incuneato tra le pareti rocciose di valle San Giorgio ritratte in foto, venne trovato il corpo di Placido Rizzotto, sindacalista corleonese che il 10 marzo 1948 venne sequestrato, torturato, ammazzato da Luciano Liggio, mafioso, che poi provvide a scaraventarlo da quella parete rocciosa.
Erano gli anni della riforma agraria del ministro Fausto Gullo che metteva fine al latifondo e che imponeva una più equa spartizione delle terre. Quella riforma innescò la reazione degli agrari, i latifondisti, che quando non mafiosi si avvalsero di manodopera mafiosa per scoraggiare l'attuazione della riforma. I contadini reagirono. Il prezzo fu alto. Ad organizzare la lotta furono sindacalisti e rappresentanti delle camere del lavoro. Tra gli altri acclamatissimi dai contadini, Accursio Miraglia e Epifanio Li Puma, anch'essi ammazzati dalla mafia.
Placido Rizzotto fu anche partigiano. Fu il trentacinquesimo sindacalista ammazzato dalla mafia, poco più che trentenne.

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