Il generale Dalla Cusa, o della di lui morte

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Nell'estate del 2003 scrissi questa satira. L'ho scritta con l'intento di strappare qualche sorriso su un argomento viceversa serissimo. Lo spunto è un fatto di cronaca di quell'anno, quando sul treno Roma-Firenze due brigatisti reagirono sparando al controllo della polizia ferroviaria. Con quel fatto lo spettro del terrorismo rosso di matrice brigatistò torna agli onori delle cronache. Da qui, il Dalla Cusa del titolo, ovvero Dalla Chiesa, che prima di occuparsi di mafia si occupò con grande successo di lotta al terrorismo.Qui, c'è un tale generale Dalla Cusa in fibrillazione per la festa di fidanzamento ufficiale della figlia, ma tutto il cibo viene trafugato, scatta il panico, scattano le contromusure, scattano le indagini sotto lo sguardo vigile del colonnello Tafazzi, un fanatico con la mente obnubilata dallo spettro e dal mito del complotto terroristico. L'amara verità verrà fuori.
Buona lettura

 

 

PROLOGO
Giorno di festa, a Palermo. Il cielo è terso; l'aria, nonostante sia luglio, è fresca; gli animi sono concitati; una giornata in cui nulla può turbare l'equilibrio.
Ci sono il Sindaco, il Prefetto, Il Cardinale, e poi deputati nazionali, assessori, consiglieri provinciali, personaggi di spicco della finanza locale, speculatori, faccendieri, prestanome, addetti al riciclaggio, avventori di varia caratura.
Il generale Camillo Antenore Dalla Cusa, protagonista della lotta alla Confraternita della Comune Stragista e del Riciclaggio Dei Politici Collusi, grande stratega, che negli anni '70 stanò i peggiori brigatisti, e ora passato a Palermo per fronteggiare l'offensiva della malavita organizzata, tiene in una splendida giornata di fine luglio un ricevimento in onore del matrimonio della figlia. Nella sua villa in periferia, una splendida villa di fine Settecento, il Generale conclude il discorso di ringraziamento e di augurio per la figlia e il genero annunciando un lauto rinfresco con tanto di pappardelle di capodanno fuori stagione sotto i portici sul versante opposto del casolare. Mentre i suoi ospiti si dirigono al rinfresco viene però raggiunto da un suo sottoposto che corre gambe all’aria tra una siepe di oleandri e una di gelsomino trafelato col fiato corto.
SOTTOPOSTO: Generale, c’è un problema.
G. DALLA CUSA: Che c’è?
SOTTOPOSTO: Be', vede…
G. DALLA CUSA: Allora?
SOTTOPOSTO: La roba da mangiare, Generale: è sparito tutto, (scoppia a piangere, in un pianto sopra le righe, esagerato) tutto è sparito, pure le pappardelle di capodanno!
G. DALLA CUSA: Come sarebbe a dire è sparito tutto?!
SOTTOPOSTO: Hanno rubato tutto, Generale.
Nel Generale monta il panico, ma non è ancora il panico generale.

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