Camerata n°8

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Di quella volta che provai invidia smisurata e celebravo un anelito di libertà.

Ero soldato. La mia prima notte in caserma c’era un soldato che celebrava l’uscita. Io, frustratissimo, cominciavo e lui, felicissimo, finiva.

 

Notte.

Notte di caserma, notte di cicala, breve come l’alito di vento che ci vuole a rivoltare una foglia secca. Notte profonda come il sentiero per il paradiso, sentiero maculato di verde, il cui ingresso è un alzabandiera e l’uscita un contrappello.

Tutt’intorno alla caserma un brulicare periodico di biciclette, sferragli discreti di catene vecchie ma lubrificate, e stelle e binari che coprono il perimetro, ufficiali e marescialli a spasso con borse di sonno, brandendo una penna sulle brande: mettono firme, fanno ispezioni, si gratificano, portano a casa una soddisfazione, baciano le mogli, e di nuovo si gratificano, brandendo peni sui letti.

Nelle compagnie le pareti si rigonfiano, l’intonaco si scrosta, si creano vuoti d’aria, la corrente si accanisce sulla porta antipanico che ne approfitta e reclama olio; in un delirio iperbarico, le turche vomitano merda.

Centoventuno. Centoventuno toraci che pompano, duecentoquarantadue polmoni che riversano nell’atmosfera anidride carbonica come nello stabilimento ‘the black one’, Coca Cola Company, Atlanta, Iowa, U.S.A.,

ovvero centoventuno setti nasali all’unisono come un’ orchestra per cori russi.

Il buio è beffeggiato, sui corpi un velo sottile di luce azzurra, come ali di una fata.

Un’ombra.

A svariati chilometri dall’ingresso, in fondo al corridoio, stretta nell’imbuto prospettico, un punto nero, indistinto, informe avanza, procede, si dimena, cambia forma, come per partenogenesi: un protubero spunta alla sua destra, un altro alla sua sinistra: le braccia. Poi entra nella camerata n° 8, e sotto la trave indugia, e infine schiocca con le dita la stecca. Nella notte, una detonazione.

Esibisce una raffica di detonazioni, poi esce dalla camerata, mi intercetta, mi osserva, allunga un braccio reggendo un bicchiere, fa l’atto di bere.

Man mano che avanza ripete il rituale a passo di danza, barcolla, si riprende in un’improbabile coreografia da balletto d’avanguardia. E sempre quelle detonazioni, gli schiocchi con le dita, col braccio alto e la mano proterva, definitivo come Il Cristo di un giudizio universale. Talvolta, quatto quatto, si avvicina ad un’anima che dorme beata come san Giuseppe tra le cosce della Madonna. E allora leva il braccio, mano protesa e STAC! schiocca una raffica, strappando san Giuseppe alle cosce della Madonna e riportandolo alle triste fauci ruginose della branda.

Poi, direzione corridoio, dove l’eco della notte fa il suo gioco, e ancora STAC! STAC! STAC! a ritmo di musica dal walkman con la cuffia che gli ronza nelle orecchie, lui traghettatore di anime nel limbo della fuga, scordando il bicchiere nell’altra mano e versandone il contenuto alla successiva piroetta, ma lui beatamente se ne fotte, e improvvisa un tango con tanto di caschè e bacio finale.

Fa un tiro ad effetto e schiocca.

Si scalda le mai e schiocca.

Sputa e schiocca.

Mano agguantata allo scroto e STAC!

Rutta e STAC!

Improvvisa una samba e STAC!

Rotea sulle punte dei piedi e STAC!

Afferra nell’aria una fionda e STAC!

Mi manda un bacio e STAC! STAC! STAC!

Lo invidio da morire.

Mi guardo allo specchio e mi faccio pena: la notte è troppo piccola per noi, il nostro destino è una sindrome di Lady Hawke: quando c’incontriamo, sacrifico le mie carni al rito propiziatorio del sonno, mentre tu trasformi le tue spoglie in un sogno ineffabile.

Ma tutto sommato, l’incantesimo si spezzerà, il tempo tornerà ad essere nostro, l’aria tonerà ad inalare i nostri respiri, il mare tornerà a specchiarsi nei nostri occhi, la musica tornerà ad evocare per noi i momenti più belli.

Perché l’amore vero non muore mai.

 

Su instagram

Cerca nel sito

{{#image}}
{{/image}}
{{text}} {{subtext}}
Back to Top

Questo sito fa utilizzo di cookie. I cookie sono necessari alla navigazione nel sito e a molte funzioni ad essa legate. Puoi gestire tu stesso i cookie cliccando su MAGGIORI INFO. Questo sito fa anche utilizzo di un sistema di statistiche che reportizzano agli amministratori del sito in ogni momento le tue azioni nel sito. I report delle tue azioni restano in memoria per una settimana, Questo sito garantisce il tuo diritto all'oblio con la sezione GDPR nel menù qui in basso