• Castello Utveggio

    Questi scatti risalgono al dicembre 2012, se non l'ultima probabilmente una delle ultime volte in cui Castello Utveggio - che castello non è mai stato - venne aperto al pubblico.

  • Desolazione

    Splendido sole. Campi sterminati di steli d'erba ondeggianti. Tepore. Fruscìo del vento tra le fronde dei radi alberi. Gracchiare di gazze ladre.

  • Il bello delle provinciali

    Bello perdersi per le provinciali.
  • Il suono delle pietre

    Monte Gulino domina Misilmeri, ovvero 'il villaggio dell'emiro', e la valle dell'Eleuterio, ovvero il 'fiume libero'. Qualcuno dice che in cima c'è una certa pietra che battuta con un certo strumento emana una vibrazione che in primavera chiama a raccolta farfalle di ogni specie. Quale pietra e quale strumento compiano il sortilegio non è dato sapere ma i motivi per salire in cma a Monte Gulino forse sono anche altri.

  • In groppa al drago

    Sali in groppa al drago e approdi a Valle San Giorgio, che fende ad ovest la Busambra da Alpe Ramosa, passando per la stretta gola di acqua ammucciata; Il drago è una creatura di notevoli dimensioni eppure riesce a passarvi perfino con grazia, avendo cura per la vegetazione e gli spigoli di roccia, un singolo colpo di coda potrebbe recare danni irreversibili.

  • In un solo rigo

    La ricerca che condussi per PALERMO GENESI meriterebbe un libro a parte.

  • Kokalos, lo scemo

    Una volta giunto alla Quisquina puoi starne certo, l’ispirazione non ti mancherà.

  • La scommessa - Il sapore del cioccolato

     

    copertina scommessa

     

    In provincia, la vita ha colori molto più vivaci, paradossali e violenti che quella in città. In provincia, piccoli gesti posso avere portata imperitura e profonda. Ho messo in luce alcune situazioni a tinte forti, sconcertanti, tipiche di certa mentalità.

    Di questo parlano questi due racconti. Stando così le cose, i racconti sulla vita di provincia possono non avere mai fine. Questi due gemelli hanno breve durata ma spero lunga eco.

    Ne LA SCOMMESSA, due tipi poco raccomandabili - un maresciallo dei carabinieri e il mafioso locale - la fanno pagare a chi gli dà fastidio.

    Ne IL SAPORE DEL CIOCCOLATO, Ciro Princiotta è innamorato di una fanciulla che però lo snobba, e questo a Ciro non va proprio giù. Si vendicherà ma pagherà a caro prezzo la vendetta.

     

  • La scommessa -Il sapore del cioccolato

    copertina scommessa

    Per certi aspetti, la vita in provincia è meno noiosa che in città. I fondamentali della vita quotidiana sono, diciamo, un tantino più vivaci e paradossali.
    Ho raccontato alcuni di questi aspetti in questi due nuovi racconti, dove vendetta, giustizia privata e istinto di conservazione la fanno da padroni.

    Ne LA SCOMMESSA, due tipi poco raccomandabili - un maresciallo dei carabinieri e il mafioso locale - la fanno pagare a chi gli dà fastidio.

    Ne IL SAPORE DEL CIOCCOLATO, Ciro Princiotta è innamorato di una fanciulla che però lo snobba, e questo a Ciro non va proprio giù. Si vendicherà ma pagherà a caro prezzo la vendetta.

     

  • Lotta, disperazione e morte in Sicilia

    Di Rocca Busambra e della sua bellezza ho scritto tante volte e pubblicato tanti scatti. Ma su quella montagna non ci sono solo storie di bellezza.
  • Luoghi non comuni

    - Sei il titolare? -
    - Si. -
    - Sei giovane. Da quanto hai aperto? -
    - Dodici anni. -
    - Un bel po’. -
    - Si, il lavoro qui non manca. Si sta bene. -

  • MIlle anni di me e di Margana

    Ce l’hai nel cannarozzo da tempo, finalmente ti metti in macchina e vai per la Màrgana, ovvero un castello, l’unico avamposto del Cavalieri Teutonici in Sicilia, poi casetta estiva del principe di Ventimiglia.

  • Monte della fiera. O monte delle streghe?

    Alle mie spalle il maja e pevalet, ovvero monte delle giumente. Più in là, la valle dello Jato (Palermo). Sto osservando un punto ben preciso, monte della fiera, che è stato inutile fotografare poiché avvolto nella nebbia. Leggenda vuole che ogni sette anni in quel monte si tenga una riunione di spiriti, una specie di fiera. Una variante della leggenda vuole inoltre che quegli spiriti nello specifico siano fate che si riunirebbero per una specie di sabba, quindi in realtà più che fate si tratterebbe di streghe.
  • Nella dimora di Demetra

    Troppo spesso succube di violenza, la violenza inaudita di un’epoca, quella contemporanea, troppo spesso ingenerosa col senso dello sguardo e dell’osservazione, l’occhio cerca la sua parte. La trova qui, nel Vallone, un tempo dimora di Demetra, nel Nisseno.

  • Parole che non bastano

    Non bastano fotografie e racconti e dicerie. Per sentire un luogo, per percepire il suo genio devi camminarci sopra, sentire le vibrazioni del suolo.
  • Solunto

    Da un passato remoto a pochi minuti da Palermo, storie di lotte tra Greci e Punici per il controllo del mare in luoghi in cui già furono in epoche ancora più remote i Sicani, storie di segni su cui le fonti scarseggiano, storie di una saggezza civile superiore e perduta. In un futuro prossimo, saranno altre storie.

  • Storie di pietra

    I capitelli del chiostro dei Benedettini a Monreale ritraggono scene bibliche ma, come spesso avviene, ciò che salta più all’occhio non è il tema ma i dettagli.

  • Swastica e triskeles

    I Siciliani abbiamo sempre nutrito la presunzione di crederci il centro del mondo. Il problema è che la Sicilia si trova al centro del Mediterraneo, che per millenni è stato il mondo (almeno per gli Europei).

  • Templari, draghi e maghi

     

  • Un lamento portato dal vento

    Una tradizione arbëreshë, ossia degli Albanesi della diaspora trapiantati in Italia, vuole che sul Monte Rossella, presso Piana Degli Albanesi (PA), alberghi lo spirito irrequieto di una donna in attesa del marito, in battaglia sul Peloponneso contro i Turchi, la donna non sa però che il marito è morto di peste, contratta durante la battaglia, la donna muore di attesa.
    Sul Monte Rossella spesso soffia forte il vento, secondo la tradizione è possibile sentire il lamento di dolore della donna trasportato dalle raffiche.
    Mosso dalla curiosità, decido di constatare di persona armato di zaino, scarponi e poco altro: il soffio del vento, il suono dei miei passi sulle rocce, la bellezza intorno. Google Earth dice che a occhio e croce ho percorso diciotto chilometri ma secondo me esagera.

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